martedì 25 settembre 2012

I ragazzi di Gioventù Italiana avviano la pulizia delle piazze


I giovani di “Gioventù Italiana”, movimento giovanile de “La Destra-Alleanza Siciliana” e il consigliere comunale Alessio Contarino hanno avviato l’attività di pulizia di una delle piazze di Scordia, quella di Via Agrigento.
I volontari hanno effettuato in loco la differenziata, riempiendo circa 50 sacchi di spazzatura tra plastica, vetro, carta e organico, ridando decoro ad una piazza spesso frequentata da bambini.
“L’iniziativa, partita dai ragazzi di Gioventù Italiana che ringrazio vivamente, è a costo zero per le casse comunali ed intende sensibilizzare la cittadinanza a mantenere puliti gli spazi verdi, cioè i salotti della nostra città e far capire che rispettare l’ambiente significa rispettare se stessi. Oggi, purtroppo, vi è un’antitesi tra il 75% di raccolta differenziata e la situazione delle piazze comunali”. Questo è quanto affermato dal Consigliere Contarino, che continua: “Un ringraziamento va anche all’amministrazione comunale tutta e, in particolar modo, al sindaco e agli assessori Zappalà e Caniglia, che hanno sin dal primo momento sposato la nostra iniziativa e con una delibera di Giunta, consultabile anche on-line, ci hanno autorizzato a far ciò e ci hanno messo a disposizione tutte le attrezzature necessarie, di cui il Comune aveva già la disponibilità”.
All’iniziativa hanno partecipato: Valeria Favara, Marinella Muscarnera, Giuseppe Avola, Giuseppe Millesoli, Angelino Gambera, Gaetano e Salvatore Scavo.

mercoledì 12 settembre 2012

“Infrastrutture, legalità e riforma della burocrazia per cambiare la Regione"

“Infrastrutture, legalità e riforma della burocrazia, per cambiare la Regione”. Sono questi i temi su cui si è sviluppato l’intervento di Nello Musumeci al primo confronto pubblico tra candidati, svoltosi ieri a Cefalù a margine dello Sherbeth, la fiera internazione del gelato.
Già nel 1947, ai primi passi della istituzione regione siciliana –  ha esordito nel suo intervento Musumeci – cominciano le prime assunzioni pubbliche spesso all’ombra di ambienti malavitosi trasformando da subito la grande possibilità dell’autonomia in un vero e proprio serbatoio di assistenzialismo. Un costume che dura fino ai nostri giorni con scelte scellerate nella politica industriale e agricola per una terra che è diventata terreno di conquista dei grandi gruppi industriali e soprattutto petrolifere. Lei mi chiede la ricetta: credo che bisogna cominciare dalle risorse, naturali e e umane. Bisogna far capire a tutti, burocrati e politici, che la casa sta bruciando e non è consentito a nessuno marciarci ancora su. Oggi che il confronto non è più fra est e ovest, ma fra Nord e Sud, serve un progetto che trovi nel Mediterraneo la sua risorsa. Infrastrutture, riforma della burocrazia e legalità imprescindibile per operare nella nostra regione. Conta la credibilità, il governatore non è espresso dall’Ars ma dai siciliani e rende conto ai siciliani del proprio operato e all’assemblea per le iniziative che si devono concertare. Tutti dobbiamo iscriverci al partito della rivincita e non della rassegnazione”.
“Non credo all’antimafia predicata. – ha proseguito il candidato alla carica di governatore – Va praticata. Ho vissuto per anni sotto scorta avendo esercitato il mio compito di presidente di una grande provincia siciliana. Da sempre il patto mafioso con la politica è il sigillo della nostra cattiva amministrazione – e poi ribadisce il tema già lanciato sulla burocrazia – c’è chi è convinto che alla Regione l’assessore governi più dei burocrati. Vuole che parliamo del tema delle aziende confiscate alla mafia? 1540 aziende confiscate, di queste otto su dieci in due o tre anni muoiono. Vivevano quando erano nelle mani dei mafiosi. Quando passano nelle mani dello Stato non riescono a reggere il mercato. E’ la testimonianza di come una parte del mercato sia drogata. sono convinto che sarà una battaglia dura quella di sonfiggere la mafia, campagna dura ma possibile. Per farla – ha concluso -  occorre che il governatore non sia ricattabile dai partiti e dalle organizzazioni e dai dirigenti”.

MUSUMECI:” Ricreare un clima di serenità, per una stagione di rinascita e di svolta.”



Lunedì mattina, a Palermo, Nello Musumeci ha presentato il simbolo della lista del presidente.
Alla presenza del senatore Enrico La Loggia, del presidente dell’Ars, Francesco Cascio, di uno dei coordinatori del Pdl Sicilia, Dore Misuraca, del leader del Pid-Cantiere Popolare, Saverio Romano, e del presidente di FareItalia, Adolfo Urso, dei rappresentati dei movimenti che sostengono la candidatura di Nello Musumeci, e di altri esponenti politici, è stato mostrato alla stampa il simbolo: sfondo rosso, con la scritta Nello Musumeci Presidente sottolineata da una striscia orizzontale gialla.
“Il primo grande sforzo da Presidente sara’ quello di far capire che i catanesi non sono tutti uguali, non vorrei essere accostato ad altre esperienze, e’ un’impresa difficile e non voglio fare allusioni o riferimenti. La Sicilia ha avuto sei o sette Presidenti catanesi. Vorrei distinguermi perche’ ognuno di noi lascia l’impronta del proprio vissuto...non voglio essere accostato ad altre esperienze verso cui ho rispetto, ma le affido al giudizio, alcune della storia e altre della cronaca”. Parlando con i giornalisti, Musumeci ha detto inoltre che “Vorrei che si ristabilisse un clima di serenita’ tra tutte le forze politiche per creare, nel rispetto reciproco delle posizioni, un contesto piu’ favorevole per una stagione di rinascita e di svolta. Gli ultimi anni sono stati caretterizzati da profonde divisioni, dissidi e contrasti. Si sono pregiudicati anche rapporti personali che si erano consolidati nel corso di una vita. Il mio compito non e’ solo quello di intercettare il residuo dei veleni che permane sulla scena siciliana, ma anche di lavorare per bonificarla”.
“I miei avversari sono in campagna elettorale da oltre un mese, ma i sondaggi ci danno a volte avanti, a volte nel testa a testa. Siamo moderatamente ottimisti e non posso che sentirmi lusingato, ma non mi lascio incantare dalle sirene dei sondaggi. Io la mia campagna elettorale la faccio in lungo e in largo per la Sicilia, parlando con la gente, soprattutto per chi non ha mai votato per un candidato di centrodestra”. Al programma, che sara’ “agile e snello”, stanno lavorando i “rappresentanti del mondo che vorremmo avere al centro del nostra azione programmatica: il mondo dell’agricoltura, dell’industria perche’ ogni contributo e’ importante”. E se sara’ eletto intende prendere casa a Palermo e non abitare a Palazzo d’Orleans: “In una regione dove quaranta mila famiglia cercano casa, il presidente della Regione farebbe bene a non vivere in un palazzo ma in una casa normale”.
Intanto, è cominciata la campagna di affissioni in tutte e nove le province: lo slogan è “Governare, con onestà. Nello Musumeci Presidente.”