giovedì 7 giugno 2012

Evasione Fiscale, anomalia del tutto Italiana.

In tempo di crisi, tutti cerchiamo di capire le cause,  sia gli esperti che i comuni cittadini si interrogano, uno dei motivi che generano una situazione come quella che stiamo vivendo oggi è sicuramente l’evasione Fiscale.
Male oscuro che potremmo certificare come Made in Italy, si perché negli altri paesi così detti industrializzati non esiste niente di lontanamente simile.
I dati ci dicono che il danno alle casse dello stato, e quindi ai cittadini, è di circa 120 miliardi l’anno, ben capite che con una cifra del genere, all’anno, si potrebbe pensare seriamente ad un piano per azzerare il debito pubblico, tra le altre cose, quel famoso fardello che ci portiamo addosso e che non permette ad una Nazione come la nostra, che per grazia ricevuta del buon Dio inanzitutto, per la splendida posizione geografica, per l’immenso patrimonio storico/culturale, e per tutte le innumerevoli risorse a nostra disposizione, di stare al primo posto in Europa come meriterebbe.
Una delle soluzioni, tanto decantanta da vari leeder politici, è fare scaricare tutto quello che si compra, prodotto o servizio che sia, così facendo tutto verrebbe fatturato e quindi documentato.
 ’   L'evasione è un fatto culturale ancor prima che fiscale, un malcostume che penalizza tanti e favorisce pochi. Inoltre non è solo un fenomeno che riguarda le così dette partite iva, anche i dipendenti di aziende private e pubbliche possono evadere, come? Pensate ai lavori secondari fatti in nero, che provocano due effetti negativi.  Evasione.
-         Sottrazione di lavoro ad addetti che vivono di reddito non dipendente, sottrazione di lavoro per soggetti che lo cercano.
Ovviamente si dovrebbe associare una riduzione del prelievo fiscale,  in Italia è sempre stato alto ed oggi più che mai è insostenibile.
Purtroppo, al di là della propaganda elettorale fatta da Tizio o Caio di turno, non si ha il coraggio di cambiare un sistema che difende gli interessi di pochi, ci vorrebbe,soprattutto in una situazione come quella che stiamo vivendo, una presa di coscienza diffusa e soprattutto un sano realismo che ci faccia capire che così avanti non si può più andare.
Pagando tutti, pagheremmo di meno, associando poi una vera riduzione dei costi inutili il nostro paese conoscerebbe una nuova stagione che permetterebbe di  ridare speranza ai cittadini.
Giuseppe Cataldo

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